Traduzioni lingue orientali: cinese tradizionale e semplificato

L’Asia è una terra ricca di lingue splendide e complesse, che nel tempo hanno mantenuto un’aura misteriosa.
Da anni l’agenzia di traduzioni Soget Est è un’agenzia specializzata in traduzioni di lingue orientali e guarda a Oriente con grande passione. Nel tempo abbiamo sviluppato competenze specifiche nella traduzione professionale da e verso le tre lingue orientali  più diffuse in Asia: Cinese, Giapponese e Arabo.

Grazie a questa breve guida potrai conoscere la storia, le principali caratteristiche linguistiche e gli aspetti che rendono il Cinese così affascinante.

LINGUA CINESE: UN PO’ DI STORIA

La lingua cinese è una delle più antiche forme di scrittura conosciute.
Il primo tentativo storico di analizzare la forma e la struttura della scrittura cinese, che in migliaia di anni ha subito varie trasformazioni, risale al 100 d.C. È in questa data, infatti, che il filologo Xu Shen terminò la compilazione del primo dizionario di lingua cinese, completo di 9.500 caratteri.
Verso la fine del XIX secolo è nato un movimento atto a semplificare la scrittura cinese.
Tra gli anni ’50 e gli anni ’60, il governo della Repubblica Popolare Cinese formulò una norma per la semplificazione della lingua, che portò a due sistemi paralleli: il cinese Semplificato e quello Tradizionale.

ATTUALMENTE LA REPUBBLICA POPOLARE E SINGAPORE SI AVVALGONO DELLA SCRITTURA SEMPLIFICATA, MENTRE TAIWAN E LE ALTRE COMUNITÀ CINESI NEL MONDO UTILIZZANO QUELLA TRADIZIONALE. IN TUTTO, SI STIMA CHE UN QUARTO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE UTILIZZI LA LINGUA CINESE.

Anche se si tende a pensare che ogni carattere cinese sia un’immagine semplificata di un oggetto o di un concetto, in realtà questa lingua è un complesso ibrido di ideogrammi, pittogrammi, elementi semantici e fonetici.

I CARATTERI

Tutti i caratteri cinesi sono stati classificati in 5 categorie principali:

I caratteri pittografici presenti sono sole poche centinaia. Una piccola percentuale, se rapportata alle decine di migliaia di caratteri della lingua cinese.
Tuttavia, il loro fascino rimane intatto. Questo perché discendono da antichi disegni di oggetti concreti di uso quotidiano, anche se la forma moderna è stata semplificata e standardizzata nel corso del tempo.
Nonostante siano quasi sempre rappresentazioni astratte, di norma è ancora possibile riconoscere in questi caratteri la traccia primitiva dell’elemento pittorico.

A differenza dei pittogrammi, che raffigurano oggetti concreti, gli ideogrammi rappresentano idee e concetti astratti.
Ad esempio, possono indicare concetti quali “sopra” e “sotto”, oppure numeri naturali come “tre” o “quattro”.

Il significato di questi ideogrammi si ricava dalla combinazione delle parti che li costituiscono.
Ad esempio, l’ideogramma che indica la parola “onesto” è composto da due caratteri: uno che significa “uomo” e l’altro che significa “parola”. O ancora, l’ideogramma utilizzato per esprimere il verbo “sedersi” è formato dal carattere “uomo” posizionato sopra a quello che significa “terra”.

Veri e propri rebus, i caratteri a prestito fonetico conservano il valore fonetico di un carattere omofono, senza considerarne il significato. Per questo motivo è quasi sempre impossibile spiegarne l’etimologia.

Questi composti, che rappresentano il 90% di tutti i caratteri cinesi, combinano gli elementi di due caratteri indipendenti: il significato di uno e la fonetica dell’altro.
Ad esempio, il carattere per “zucchero” combina la componente semantica che significa “cereale” con quella fonetica [tang] che, a sé stante, può indicare la dinastia Tang.
I composti ideofonetici permettono la continua creazione di nuovi segni.

CURIOSITÀ: COME SI COMPONGONO I CARATTERI CINESI?

I caratteri cinesi si compongono di 8 tratti (o “radicali”) fondamentali, che costituiscono la base per costruire tutti i caratteri complessi. I radicali riconosciuti nella classificazione moderna sono 214 e sono fondamentali nella collocazione delle parole nei dizionari della lingua cinese.
Ogni carattere è formato da uno o più tratti, disposti secondo una particolare sequenza. Indipendentemente dal numero dei tratti, ogni carattere deve rimanere all’interno di un riquadro invisibile.

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