Soget Est e l’audiovisivo: il fascino multilingue del cinema
Ogni anno, tra fine agosto e inizio settembre, il Lido di Venezia si trasforma in un crocevia di lingue, culture e storie. È il momento della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il festival di cinema più antico del mondo, nato nel 1932.
Film e cortometraggi provenienti da ogni parte del globo arrivano per essere presentati al pubblico, dando vita a un dialogo internazionale che va ben oltre le immagini sullo schermo.
Nell’ultima edizione, erano rappresentati ben 54 Paesi, con dialoghi in nepalese, mongolo, macedone, serbo, croato, persiano e albanese — solo per citarne alcune. Una vera celebrazione della diversità linguistica e culturale.
Grazie anche all’evoluzione tecnologica, il cinema oggi parla davvero tutte le lingue e lo fa sempre più velocemente. Questo contesto ha dato nuova centralità alla traduzione audiovisiva.
Un ulteriore passo avanti è stato fatto anche in termini di accessibilità: il settore ha iniziato a lavorare in modo sistematico per rendere film, serie e documentari fruibili anche alle persone con disabilità sensoriali, attraverso sottotitoli accessibili e audiodescrizioni dedicate.
Il lavoro nascosto dietro ai riflettori
C’è qualcosa che spesso sfugge allo sguardo degli spettatori: il lavoro linguistico che rende possibile la comprensione dei film a livello globale.
Tradurre un’opera cinematografica non significa solo riportare il senso delle parole: è un processo a due binari, fatto di traduzione e adattamento.
Il primo riguarda la fedeltà al contenuto, il secondo la sua efficacia nel nuovo contesto linguistico e culturale. Insieme, questi due elementi costituiscono l’essenza della traduzione audiovisiva: l’arte di rendere il cinema comprensibile, coinvolgente e accessibile a chiunque, ovunque.
Quanti dialoghi arrivano da ogni angolo del mondo? Quanti sottotitoli scorrono sullo schermo? E quanti copioni vengono adattati per giurie, distributori e pubblico internazionale?
È proprio qui che entra in gioco un lavoro specialistico tanto invisibile quanto essenziale: la traduzione cinematografica.
Non si tratta solo di “tradurre parole”, ma di trasportare emozioni, contesti culturali, giochi di parole e registri linguistici. Pensiamo, ad esempio, a una battuta comica in dialetto siciliano o a una poesia in giapponese: come si traducono mantenendo impatto e significato?
La risposta è una sola: con traduttori madrelingua esperti, capaci di ascoltare con attenzione, interpretare con empatia e adattare con creatività.
L’esperienza di Soget Est nel settore audiovisivo
Anche nel mondo del cinema, la qualità linguistica fa la differenza.
Soget Est si occupa di traduzione e adattamento di contenuti per il settore audiovisivo, dalle sceneggiature teatrali ai film destinati ai festival internazionali, con la cura che richiede ogni parola che deve “suonare” nel modo giusto.
Tra i progetti cinematografici a cui ha contribuito con le proprie traduzioni:
- Io sono Li di Andrea Segre – traduzione della sceneggiatura originale dall’italiano all’inglese e al cinese
- Indebito di Andrea Segre e Vinicio Capossela – traduzione delle note d’autore dall’italiano all’inglese
- La prima neve di Andrea Segre – traduzione del film book Racconti e immagini dal film dall’italiano all’inglese
- La pelle dell’orso di Andrea Segre – traduzione della sceneggiatura dall’italiano all’inglese
- Effetto domino di Alessandro Rossetto – traduzione della sceneggiatura dall’italiano all’inglese
- L’invenzione di noi due di Corrado Ceron – traduzione della sceneggiatura e dei sottotitoli dall’italiano al francese
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